domenica 19 febbraio 2012

CORPSESSED – The Dagger & The Chalice




Il quintetto finlandese ha finalmente fatto uscire il tanto atteso EP, dopo i samples disponibili sul loro myspace. La band di Niko Matilainen sfodera un death metal brutale con evidenti ispirazioni a quel che fu il death nella fine degli anni '80 in Finlandia, tramite un wall of sound opprimente e rallentamenti doomeggianti che tanto vengono ripresi dai gruppi delle terra dei mille laghi oggigiorno; l'esecuzione fottutamente veloce e brutale, riuscirà a farvi emeregere dalle cave infestate dove siete stati fino ad oggi?





The Dagger and the Chalice, esclusa l'astrale intro, smembra i nostri timpani nel prosequio di cinque brani decisamente ben strutturati, con un'ottima personalità e raramente echeggianti nei confronti dei migliori brani che hanno fatto la storia del genere; sebbene il sound old-school permei l'intera opera, i flash riffs che tentano di tagliarci a fette, il growl accompagnato da un blast beat sfondacervella, la prova dei Corpsessed non dimostra ancora quella maturità che ci si può aspettare nel 2012, sopratutto dato il fatto che i riff catchy ricordano in maniera sottile gli Incantation nei loro ultimi lavori.
Corposità e capacità tecnica sono gli aggettivi migliori per descrivere il lavoro degli ex-componenti di Wormphlegm, Skullfucker, and Tyranny, che rendono devastante ma fluido l'ascolto dell'EP, la cui durata si attesta sui 23 minuti.
 
Gli stilemi dettati dai nostri, sono sintomatici di un carattere abbastanza definito ma ancora grezzo sotto l'aspetto della personalità, caratteristica che permeava e ricorda i primissimi Grave, ora evoluti a band senza bisogno di presentazioni e che sa dare struttura e violenza a questa band dal nome quasi impronunciabile. "Sono dei fottuti bastardi!" - direbbe il buon Quorhon se non fosse nel Valhalla.



Il platter edito dalla Dark Descent Records è decisamente interessante e sicuramente vale l'acquisto, anche se si tratta solo di un EP, i cinque dimostrano che non vogliono lasciare nulla al caso, e il senso di venir trascinati nelle tombe infernali dei non morti permea la mente dell'osservatore, che al tatto col booklet, si rende conto che porosità del cartaceo supporto è sintomo di capacità realizzativa, qualità che non perplime mai l'ascoltatore mentre viene scaraventato a terra esanime durante l'ascolto.






[tracklist]

1.     Introduction         03:08
2.     Crypt Infester         04:28
3.     Nameless Cult         02:37
4.     Altar of Worms         04:44
5.     Massgrave         05:15
6.     The Dagger & the Chalice     03:03

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